Leo’s perfect bites – Kansas City day 2

Seconda puntata dei perfect bites di Leo in quel di Kansas City; stavolta ci fa “assaggiare” il bbq di Q39 e GATES.

Gates – Gates è forse la catena di BBQ Joint più in vista fra tutte. Se non ho capito male è anche quello con più punti vendita, e così a occhio, l’impressione che mi ha dato è quella di essere anche il più “standardizzato” in stile fast food. Il locale, mi è sembrato un pelo più rifinito e curato di Joe’s e sicuramente meno casereccio di Arthur Bryant. In questo caso, in un’area ci sono le casse, dove si ordina proprio come in un fast food e il cibo viene servito sempre su dei vassoi; poi ci si sposta, vassoio alla mano, proprio come in un fast food in un’altra area dove ci sono divanetti e tavoli, attraversando un corridoio dove si trova l’area con le spine delle bibite, posate e salse e tovaglioli.

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Nel complesso il locale è carino, se non per una coltre di fumo (di smoker) perennemente presente nella sala dove si mangia; inizialmente si prende con simpatia e rende sicuramente caratteristico l’ambiente, ma col passare dei minuti diventa un bel po’ fastidiosa. Vai a scoprire se si è trattato di un caso o lo fanno apposta, come i fast food mettono di proposito sedie scomode, per far sbolognare i clienti in fretta una volta finito di mangiare!

Una caratteristica di Gates è la possibilità di scegliere taglio della slab tra start cut; end cut; center cut. Il taglio centrale costa un pelo di più degli altri due. Per sperimentare ho preso 2 porzioni di ribs; un center cut e un end cut. Le ribs vengono servite, non so perchè, ribaltate, e spalmate di salsa di finitura, a differenza di Joe e Arthur Bryant. Sul center cut stavolta la soddisfazione è totale. Cottura perfetta, sapore spinto ma non esagerato, salsa dolce con uno spiccato gusto acido di mela.

Sull’end cut, essendoci meno carne, la polpa risultava leggermente più secca ed il bark più pronunciato, con note quindi più amare, ma comunque gustose. Sono convinto comunque, che non sia difetto, ma una cosa esattamente voluta, dando appunto la possibilità di scegliere il taglio in base ai propri gusti.

Esco con la pancia piena, respiro a pieni polmoni, cerco uno Starbucks, e con calma riordino le idee: se vogliamo fare una classifica, al momento Gates scatta in pole position.

Q39 – Mentre Joe’s, Gates, e Arthur Bryant’s mi sono stati menzionati praticamente da tutti i commessi, passanti, camerieri, albergatori e parcheggiatori di Kansas City, il Q39 mi è stato suggerito da una sola persona: la segretaria dell’ufficio della sede centrale della KCBS. Se non altro per la fonte, una visita, l’ultima sera a Kansas City era quindi d’obbligo.
Stavolta ci troviamo di fronte a un ristorante vero e proprio, con tutti i crismi; non so dire però se le modalità sono quelle di un ristorante o di un fast food, in quanto ho ordinato to go, in una cassa a parte.

Anche qui il menu offre porzioni al peso e varie combinazioni tra le quali noto la sezione: “Competition BBQ plates”. La curiosità schizza alle stelle e punto al top senza badare a spese: una combo di tre a scelta tra: ribs, brisket, pork, pollo e salsiccia, chiamata “Judges plate”. Se devo dire la verità dopo 5 pasti monotematici, comincio ad averne abbastanza, ma come detto, la referenza di questo posto era troppo significativa per lasciarselo scappare.

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Torno in albergo quindi con la mia busta calda e fumante, e apro il box (uguale a quelli delle gare) più per senso del dovere che per appetito. Già l’odore mi risveglia qualche senso, ma ancor di più all’occhio, vedo delle ribs tagliate e glassate alla perfezione, adagiate in questo caso su una manciata di pulled pork, a fianco a due fette di brisket. Addento, e qui, il tempo e lo spazio si fermano. Joe, Arthur Bryant, Gates, e tutte le ribs mai mangiate in tutta la vita vengono spazzate via un nanosecondo.

La salsa è dolce…dolcissima, ma non stucchevole (almeno per me), e il volume di sapore è enorme, devastante. La carne è cotta alla perfezione, al punto perfetto tra umidità interna e bark superficiale, e la consistenza è all’equilibrio perfetto tra morbidezza e tenacia al morso. Perfette! Anche il brisket e il pulled pork sono di altissima qualità, saporitissimi e umidi il giusto, ma le ribs sono veramente di un livello superiore. Ogni dubbio sorto nei giorni precedenti viene risolto dal Q39, e qua capisco veramente perchè Kansas City è la capitale del barbecue, e ha praticamente battezzato le costolette di maiale col suo nome.

A onor del vero non so se tutti i piatti sono a quel livello di qualità, o solo i competition BBQ plate, nel senso: non ho chiarito se questi vengono proprio preparati con maggiore cura, o se si tratta solo di un nome che richiama le pietanze delle competizioni. Unico difetto, se proprio vogliamo trovarne uno: credo che la stessa salsa usata per glassare le ribs sia stata anche usata per i baked beans, che in questo caso risultano veramente troppo, ma troppo dolci; specie se poi vengono mangiati come accompagnamento alle ribs stesse.

Alla fine insomma, avanzano solo i fagioli, e vado a lavarmi i denti ben contento di essere stato al Q39 per ultimo, così da essere andato in crescendo con questa bella sorpresa finale. Ciononostante la cosa mi dispiace: perchè con tutta probabilità ci sarei tornato, anche a scapito di un posto diverso e nuovo da scoprire…il che è tutto dire!