Chiacchiere da bar-bq con i Southern BBQ

Debutta oggi una nuova rubrica su SPQR Grillers, quella delle chiacchiere da bar … anzi, da bar-becue. Un mondo, quello degli amanti della griglia, che sta crescendo come non mai e nel quale ci piace andare in giro, per conoscere le diverse realtà che stanno nascendo sul territorio. Lo faremo con la guida di WEBBQ, un aiuto fondamentale per tante raltà nel mondo del bbq.       

Una doverosa premessa: i Southern sono forse il gruppo con cui ci sentiamo più legati. Perchè?! Non lo sappiamo, ma è successo. Per cui iniziamo questo viaggio tra i bbq teams proprio da loro.

Allora Sergio, vi mando le domande via mail, mi raccomando!
Vai, manda pure

A inizio settembre, apro la risposta e non mi trovo un’intervista, ma un fiume in piena. Che fare? Taglio e aggiusto in forma di intervista o lascio lo sbrodolone? Metto a posto qualche frasetta e opto per la seconda: ecco a voi i Southern BBQ in tutta la loro eloquenza.

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Ciao a tutti, siamo i Southern Bbq, la squadra di barbecue agonistico più a sud e più a est della penisola. Facciamo parte del primo gruppo di squadre nate per partecipare al primo contest sanzionato KCBS : l’IBC del 2014. Forse, assieme a voi SPQR, siamo gli unici rimasti di quel periodo.

La squadra è composta da 5 membri : ci sono io, c’è Piero Meneghin, Tommaso Musardo, Gianni D’Ambruoso e Cristian Musca. In squadra non abbiamo un team leader ! Siamo un gruppo di pari; ognuno è responsabile di ciò che fa, ognuno fa e cerca di fare di più del suo compagno e ognuno da il 100% per quello che fa. In determinati momenti sono io a reggere il peso dell’organizzazione e della pianificazione, in altri ci pensa Gianni o qualcun altro.

Dopo numerosi training e allenamenti, in gara, siamo diventati molto affiatati e abbiamo scandito in maniera meticolosa gli steps che portano poi alla consegna del box ai giudici. Pertanto siamo complementari e autonomi. Se vedo che Piero moppa le ribs io preparo già il tagliere e i coltelli per separarle. Se io chiamo la temperatura o il tempo del chicken, tutti memorizzano e sanno quanto tempo manca e sono pronti agli steps successivi. Se si sbaglia il brisket (come successo quest’anno all’IBC) il demerito è di tutti e non del singolo. Più o meno un caos calmo! Ma funziona.

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Siamo un gruppo abbastanza eterogeneo : io (Sergio) sono commercialista, Gianni D’Ambruoso è un ingegnere strutturale, Cristian Musca è un medico, Piero Meneghin ha una formazione d’alberghiera; Tommaso è tecnico specializzato su grandi macchine di stampa digitale. Insomma non centriamo nulla uno con l’altro ! Aggiungi pure che Gianni è di Mola di Bari, non certo vicino a Lecce ! io sono di Lecce città mentre gli altri sono sparsi nell’entroterra salentino (che non è certo una provincia piccola !!!).

Che ci facciamo assieme ? Siamo amici, ci divertiamo un mondo e ci mandiamo a quel paese dalle 20 alle 30 volte, sempre col sorriso in faccia. Ci unisce il barbecue, il ricordo di giornate e nottate passate insieme, le ore di auto e furgone per risalire la penisola e la sensazione che in un determinato momento della vita non saremmo voluti essere in nessun altro posto! Ti svegli alle 4 del mattino, infreddolito, con un gallo bastardo che canta da qualche parte nel Percorso Verde di Perugia, puzzi di fumo di legna e hai le mani unte e le unghie nere, un mal di testa atroce e ti chiedi: ma che diavolo ci faccio qui? E poi accanto a te vedi Piero che balla mentre con una spatola attinge da un vaso da 2,5 kg di nutella e riempie baguette croccanti. Cristian prepara il caffè, Gianni ha aperto gli occhi e ti guarda dall’altra parte della tenda e Tommaso scende dal furgone piegato in due come un fachiro. E ti metti a ridere come un idiota, pensando alla notte appena passata e al divertimento delle ore successive.

Mi rendo conto che in tanti non capiscono; del resto ognuno ha le proprie passioni: c’è chi ama il campeggio, chi parte per le isole con gli amici, chi segue la propria squadra del cuore in trasferta. Noi facciamo barbecue a 800 km da casa e ci divertiamo da morire. Vorremmo farlo più spesso ma ognuno di noi ha la propria vita, una famiglia e degli impegni di lavoro più o meno pressanti.

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A chi dobbiamo il merito di tutto questo? Al padre del barbecue in Italia, quello che tanti di noi considerano un mentore: Gianfranco Lo Cascio. Nel 2014 Gianfranco dava una mano ai ragazzi di Piacere Barbecue per mettere su il primo IBC. Matti che facessero kilometri e kilometri con 3 o 4 quintali di attrezzature e che si metteessero a fare barbecue in un bosco non ce n’erano poi molti. Tutti noi facevamo parte di un gruppo segreto di Facebook, una sorta di avamposto di BBQ4All in Puglia. Ovviamente Virgilio Brunetti era padrone di casa. Una sera del 2014, ai primi di Giugno, Gianfranco giocò la sua carta : ragazzi ho una proposta ! disse. Voi vi iscrivete come squadra all’Italian Barbecue Championship e io vengo giù in Salento per una due giorni di full immersion con voi, solo con voi. Vediamo a che livello siete e facciamo del buon barbecue insieme.

Non fu necessario che lo ripetesse: in 4 giorni ci iscrivemmo all’IBC e quel gran signore di Gianfranco prenotò un aereo per Brindisi. Sorvoliamo sul livello in cui ci trovò, su cosa combinammo quei due giorni, ospiti a casa di Piero e sua moglie Miriam (santa donna). E sorvoliamo pure sulle quantità di carne ingurgitate e sul numero di lattine di birra scolate. Ma è li che siamo nati come gruppo e siamo ancora qui e siamo ancora assieme. Gli dobbiamo tanto.

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Ma torniamo ai Southern BBQ; per tutto il 2014 e metà del 2015 abbiamo fatto serate in giro per locali. Con un pizzico di orgoglio ti dico che sono stati tutti eventi sold out. Ora per gli eventi ci siamo presi una pausa: la preparazione alla gare e gli impegni personali, nei mesi centrali del 2015, hanno assorbito tutto il nostro tempo.

Il nostro fine sono sempre le competizioni, il chiodo fisso è li e solo chi ha partecipato almeno una volta ad una gara di american bbq può capire realmente perché dico che le gare danno dipendenza. Anche gli eventi, le serate in giro per locali non sono mai stati intesi come promozione di un marchio o l’anticamera alla nascita di un brand, ma erano e saranno sempre intesi come training e raccolta fondi per l’agonismo.

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Nessuno di noi ha intenzione di fare del barbecue un business. Per noi fare barbecue è stare tra amici, mangiare qualcosa di buono e divertirsi; avere una call in un contest è qualcosa da raccontare ai figli, non una foto da mettere sulla confezione di un rub! E questa è anche la nostra ancora di salvezza e forse il nostro limite. Ma se il business dovesse prevalere su amicizia e passione, andrebbe smarrita l’anima dei Southern BBQ. Noi questi siamo e vogliamo continuare ad essere così.

Quest’anno all’IBC molti si sono accorti di come intendiamo il barbecue e lo stare insieme: 15 litri di vino salentino, quasi 10 kg di chili con carne, 3 kg di cheddar, 2 kg di nachos e 2 kg di jalapenos. Mentre Jim Johnson teneva la sua masterclass, noi cucinavamo chili, dietro la tenda, sul fornello delle salse, facendo i turni per controllarlo. Lo abbiamo fatto con piacere, per fare festa con tutti e dare una mano agli amici di WeBBQ. A mezzanotte, vista la moltitudine di gente fuori dalla nostra tenda, ho realizzato che “forse” le cose ci erano un poco sfuggite di mano! Ma per chi c’era quel venerdì sera è stato bello. La gara era ancora lontana, si è fatto un bel casino e sono nate amicizie tra persone provenienti da parti opposte della penisola.

Così dovrebbe essere sempre.

 

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